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ALPINISMO
GIOVANILE

UNDICI ANNI
DI ALPINISMO GIOVANILE
Dal 1996 ai giorni nostri
L’Alpinismo giovanile è
nato nell’ambito del CAI non solo con lo scopo di avvicinare i giovani alla
montagna, ma con l’intento educativo di trasmettere loro amore per la
natura, rispetto per l’ambiente, consapevolezza del valore di ciò che viene
faticosamente conquistato (in un’ottica un po’ controcorrente rispetto alle
suggestioni fasulle della società odierna). In questa prospettiva, anche la
nostra sezione ha curato, proprio nel 1996, la formazione di un gruppo di
accompagnatori che hanno frequentato un corso per aiuto
accompagnatori di A.G. In tal modo, incominciata un po’ in sordina
negli anni precedenti, l’attività della nostra sezione, rivolta ai ragazzi
dai nove ai diciotto anni, ha avuto, nel corso dell’ultimo decennio, un
progressivo incremento sia per le iniziative proposte, sia per il numero di
persone coinvolte.
Si è passati ,
infatti, dalle iniziali due escursioni della durata di un giorno ad un
numero sempre maggiore di iniziative che hanno visto affiancarsi alle
tradizionali gite in montagna anche le uscite in ambiente diverso come
quello marino in Liguria, quello fluviale lungo il “nostro” Maira, quello
invernale su neve con le ciaspole e, saltuariamente, quello dell’arrampicata
con le giornate di avvicinamento alla roccia. Le gite hanno avuto come meta
rifugi e facili vette, grotte e cascate, laghi e boschi con l’opportunità di
conoscere flora e fauna tipica dell’ambiente montano ( chi può negare il
fascino di un incontro ravvicinato con un agile camoscio, una simpatica
marmotta, un imponente stambecco o un inquietante rapace in volo?).
Anche il numero degli
accompagnatori è cresciuto con la formazione di altri volontari che hanno
frequentato corsi,mentre , parallelamente, migliorava anche la qualità del
servizio offerto. Infatti, grazie alla sensibilità del direttivo della
locale sezione, che sempre interviene per contenere i costi a carico delle
famiglie, ed alla generosità di Comune e Banca Cassa di Risparmio, in questi
ultimi anni, il trasferimento alle località di partenza delle gite non è più
avvenuto con mezzi privati di accompagnatori e volontari, ma con un più
sicuro e confortevole pullman. I ragazzi hanno risposto con entusiasmo
partecipando numerosi alle iniziative.
Ciò che non è cambiato, nel corso di questo decennio, è
l’inserimento nel programma di un trekking di tre giorni, rivolto ai più
grandi e con un numero chiuso di partecipanti, attività che, per la sua
componente avventurosa, ha raccolto molti consensi tra i ragazzi,
entusiasti di dormire in rifugio e di trascorrere qualche giorno in
compagnia di altri giovani. Gli itinerari dei trekking sono quasi sempre
stati “inventati” dagli accompagnatori. Infatti, se si esclude il classico
“Giro del Monviso”, ripetuto due volte, nel 1997 e nel 2002 (sempre
entusiasmante anche se parzialmente funestato dalle bufere, anzi forse più
affascinante proprio per questo), gli altri percorsi sono stati del tutto
inediti, ma non meno suggestivi.
Alcuni
ci hanno portati a sconfinare in territorio francese ( a
proposito, nei rifugi oltralpe siamo sempre stati
accolti bene) come nel “Trekking occitano Transubaye”
del 1998, in quello del 1999 “Sui sentieri del re” in
alta valle Gesso, nel “Tour De l’Aiguille De Chambeyron”
del 2004. |
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