CITTÀ DI SAVIGLIANO

Assessorato alla Cultura

 

 

 

 

 

       

 

   CLUB ALPINO ITALIANO

     Sezione di Savigliano

 

 

5 - 9 agosto 2011

“SULLE ORME DI SANTORRE.

Un uomo, un grande dolore, una fuga disperata, un antico documento”

Trekking storico Savigliano- Chateau Queyras.

In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia un documento inedito ci conduce sulle tracce di Santorre di Santa Rosa, eroe dei moti del 1821 e protagonista del Risorgimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL TREKKING - LE TAPPE (a cura del CAI – sezione di Savigliano)

 

Venerdì 5 agosto: I TAPPA in bicicletta

Savigliano - Rore (km 42, dislivello in salita 565 metri)

Cena, pernottamento e colazione presso l’“Albergo Ristorante degli amici” di Rore.

Chi non si sente di affrontare il percorso in bicicletta può unirsi alla comitiva il giorno seguente a Rore

 

Sabato 6 agosto: II TAPPA a piedi

Rore - Pontechianale (km circa 25, dislivello in salita m 860)

Cena, pernottamento e colazione presso il rifugio “Savigliano” di Pontechianale.

 

Domenica 7 agosto: III TAPPA a piedi

Pontechianale – St. Veran attraverso il colle di St. Veran (km 20 circa, dislivello in salita m. 1100 su strada o m.1185 su sentiero, 800 in discesa)

 Cena,  pernottamento e colazione presso il Gite d’étape “Chant de l’Alp”.

 

Lunedì 8 agosto: IV TAPPA a piedi

St Veran - Ville Vieille (km 12 circa, dislivello in discesa m 660.

Cena, pernottamento e prima colazione presso il Gite d’étape  “Les Astragales”.

 

Martedì 9 agosto: V TAPPA a piedi o sul torrente

Ville Vieille - Château Queyras (km 2, dislivello in discesa m. 100 circa) con visita del castello.

Ritorno a Savigliano con il pullman

 

Per iscrizioni e maggiori informazioni

Chi desidera partecipare, deve iscriversi al più presto presso la sede CAI di Savigliano (via Pylos 29 D, tel.017233472, giovedì ore 18-19.30, venerdì ore 21- 23) versando una caparra di euro 50, essere in regola con il tesseramento CAI per il 2011 o, in alternativa,  provvedere all’assicurazione per il trekking.

 

Chi desidera partecipare solo ad una parte del trekking, dovrà provvedere in proprio al rientro a casa o al pernottamento se i posti disponibili fossero esauriti per coloro che effettuano il percorso integrale.

 

LAVICENDA STORICA (a cura dell’Archivio Storico Comunale)

 

Il 2011 è l’anno delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e Santorre di Santa Rosa è considerato insieme agli altri cospiratori dei moti del 1821 un precursore delle successive lotte per l’indipendenza dalla dominazione straniera.

La Città di Savigliano conserva l’archivio della famiglia Santa Rosa, contenente materiale di enorme importanza e in parte inedito, che consente di far luce non solo sull’eroe Santorre, ma soprattutto sull’umanità di questo controverso e affascinante protagonista del suo tempo, tanto più che in fondo non c’è nulla di più eroico che sopravvivere alla morte di tre figli.

Un documento ha ispirato questo trekking, eccone in sintesi la vicenda.

 

4 agosto 1811: Santorre di Santa Rosa, futuro eroe dei moti del 1821, ha 28 anni ed è sindaco di Savigliano da tre. Nonostante la giovane età, Santorre, già orfano di entrambi i genitori, si trova a dover affrontare un enorme dolore: la perdita del figlio Cesare Eugenio. Santorre è disperato, ci è già passato altre due volte, nel 1806 quando gli muore la carissima primogenita Paolina e nel 1809 quando anche il secondogenito Cesare non sopravvive. Questa volta tuttavia ne rimane completamente sconvolto.

Santorre fugge, abbandona la moglie, il municipio, la sua Città e inizia una sorta di “viaggio del dolore” che lo conduce a percorrere tutta la valle Varaita e ad oltrepassare il confine fino a Chateau Queyras, una località del Delfinato.

La fuga è descritta nel libro 11 del suo diario “Le Confessioni”: il 5 agosto 1811 arriva ad  una località ancora da identificare con precisione (Falsé, molto probabilmente identificabile con Falicetto), il 6 a Sampeyre, il 7 a Chianale e infine l’8,9,10 a Chateau Queyras, dove la domenica 11 agosto lo raggiunge la moglie Carolina Corsi di Viano per riportarlo a casa.

L’eroe saviglianese ricorderà sempre questo episodio della sua vita e non solo per il dolore immenso provato di fronte alla perdita del terzo figlio. La sua fuga in Val Varaita  sarà infatti anche l’occasione per sua moglie Carolina di superare una prova d’amore non da poco: affrontare i pericoli della montagna, lei, una donna, nel corso di un viaggio per l’epoca molto difficoltoso, da farsi presumibilmente in carrozza e poi a dorso di mulo o a piedi.

Tra le carte di Santorre è presente addirittura un’epigrafe in latino che l’eroe compose a ricordo di tutta la vicenda: “Ter, orbatum prole, disperatum, fugientem, virum persequens, amatissima, conjunx Carola, De Rossi, Sancta Rosa e, stirpe, Corsi, Viano. Montium, premens, pericla hic, transit. Tertio, id. aug. MDCCCXI” trad.: “L’amatissima moglie Carola Derossi Santa Rosa della stirpe Corsi di Viano passò di qui, superando i pericoli dei monti alla ricerca di un uomo privato per la terza volta del figlio, disperato, in fuga. 10 agosto 1811”.

Anche successivamente, nei difficili anni dell’esilio, Santorre ricorderà questo episodio. Lo fa ad esempio in una delle più belle lettere scritta alla moglie il 4 ottobre 1821:

“Se io non ero l’amatissimo dei mariti, sarei stato il più virtuoso degli uomini; e certo non ci fu mai creatura più debole e frale di me, che sempre adorai la virtù. Ma non valsi a praticarla. O Carolina, ci volevano altri più tremendi difetti che i tuoi per torre il pregio del tuo ottimo cuore; egli mi premiò di tutto. Egli non si mostrò mai più grande che nei giorni della sventura. Egli è mio, sarà sempre mio. Chi passò le Alpi per venire in traccia dell’errante e desolato suo consorte?”.  ritorna a caisavigliano